"Polvere di Stelle"

Se ci tieni a conoscere altre storie, approfondimenti ed aneddoti, collegati al sito in futuro perché ho intenzione di raccontare, scrivendo qui, molti episodi vissuti e CONTATTAMI, se vuoi.

Un giorno dell’estate ’69, dopo aver visto la mia prima gara di motocross internazionale a Cingoli, mentre stavo smontando, davanti l’officina di Bruno Baldoni, il mio Malaguti Roncobilaccio per apportare modifiche viste nelle moto da gara, si avvicinò un distinto turista di mezza età per chiedere cosa stessi facendo a quel motorino.

Io, con fare convinto mi lamentai perchè la forcella non idraulica ed il manubrio non erano adatti al fuoristrada e stavo tagliando il carter pignone perché entrava fango… insomma quel motorino non era fatto bene! Ma quel signore non sapendo cosa dire, tirò fuori dalla tasca un pupazzetto portachiavi cromato e facendolo dondolare disse: “Sai cos’è questo? Ecco questo sono io!”.

Era il marchio Malaguti ed il signore era proprio lui: Antonio Malaguti, Tonino, il fondatore della omonima fabbrica di Bologna! Arrossando mi sentii sprofondare ma poi, rotto il ghiaccio, scaturì una simpatica amicizia. Bevemmo insieme io, Lui, la Sua signora, Bruno e poi se ne andò. Ma dopo una settimana, inaspettatamente, mi arrivò un pacco postale con forcella idraulica Bonazzi e manubrio del Cavalcone ultimo grido. Incredibile! Successivamente per molti anni Lo vidi nei Suoi stands del Salone di Milano e Motoshow ma non ebbi mai il coraggio di andarlo a salutare, un po per timidezza, pensando che non si sarebbe ricordato di me. - Era li tra i Suoi uomini di lavoro, senza un attimo di tregua: poteva dare retta a me? - …

… Una tarda sera del 1980 stavo ancora spruzzando vetroresina nel mio vecchio laboratorio, sotto l’albergo, vestito come un palombaro in uno scafandro antigas, quando qualcuno suonò alla porta. Andai ad aprire senza togliermi nulla di dosso e trovai un signore sbigottito che con aria incuriosita mi chiese se li sotto si trovasse un certo signore, figlio del proprietario dell’albergo che era sopra. Gli risposi che, si, ero io, ma Lui insistette e disse “ma è proprio lei?”, cercando di scrutare profondamente attraverso la mia maschera. Io ebbi subito la sensazione di conoscerLo e mentre, cercando di mettere a fuoco le idee, mi levavo la maschera, Lui tirò fuori dalla tasca un portachiavi cromato, facendolo dondolare tra di noi. Bastò il semplice gesto di infilare la mano nella tasca a farmi scattare il cervello e, mentre mi diceva “si ricorda di questo?”, io contemporaneamente, esplodendo di gioia e di stupore, gli dissi “signor Malaguti!”.
Ci vennero le lacrime agli occhi e ci abbracciammo con grande affetto, poi mi disse “ in tutti questi anni ho girato il Mondo con tutti i miei rappresentanti, conoscendo migliaia di persone, ma non mi sono mai scordato di un ragazzino di Loreto che, in modo così convinto ed appassionato, stava tanto tribolando per modificare il suo motorino Malaguti, e l’ho raccontato a tutti”.

Rimanemmo tutta la sera a cena insieme con le nostre mogli.
Lo rincontrai con piacere alcune volte a qualche Fiera ed una volta mi presentò perfino il sig. Garelli in persona!
Di Lui conservo nel cuore un grande affetto, come di un padre, ed ancora adesso mi misuro con i suoi saggi consigli e mi rammarico di non averne seguito alcuni.

Spero ancora di rivederLo.

FINE DELLA 1a PUNTATA.

ONORE AI PIACENTINI

... si è fatto più volte cenno alle origini bergamasche della mia passione, ma non è esatto.
Motociclista fin da adolescente a causa del...DNA, infatti mio nonno Egidio Visconti era un grande appassionato Guzzista e possedeva una 500 Sport 15 sotto-canna con sidecar, con la quale partecipava anche a raduni già negli anni ’30.
E’ stato presidente del moto club Lodi e potete vedere una foto del 1935 dove partecipa all’importante raduno di Trento con alcuni amici.
Purtroppo non l’ho mai conosciuto perché se n’è andato prima che arrivassi sulla Terra ma, un giorno, ... scrosseremo insieme sulle mulattiere dell’altro Mondo.

Quindi non posso però trascurare le mie origini per metà nordiche, poichè mia mamma e nonni erano di PIACENZA. E proprio passando gran parte delle vacanze estive in questa città, nella seconda metà degli anni '60, frequentavo il "BARACCHINO DEL FAXAL", bar(etto) dove si prendeva una eccezionale granita ricavata con una pialla da un enorme trave di ghiaccio, luogo di ritrovo pomeridiano dei regolaristi piacentini (rintracciati poi quasi tutti ai giorni nostri) che vi parcheggiavano le loro Stornello, Morini 2 tappi, Muller 50 e 100, Gilera Casa.
Per me, quattordicenne, fu come un colpo di fulmine, una goduria inesistente nelle Marche.
E fu così che importai il Virus della Regolarità.
Ahi, ahi ahi, quali sventure e febbri alte poi causai a tanti amici marchigiani e alle loro mamme!

Iniziai a correre “per davvero” dopo il liceo, nel '71.
Il servizio militare a Bergamo nel '74 e ‘75 è stato "il cacio sui maccheroni", un ulteriore segno del mio destino motociclistico.
Ma tutto è nato a Piacenza. Quindi, ONORE e grazie ai Piacentini!

Però dentro mi sento un po’ marchi-piacent-bergamasco!
Più regolarista di così!?

Ciao a tutti